Si è concluso il 21 marzo il ciclo di incontri-dibattito, promosso dall’Associazione Giorgio La Pira di Fermo e Porto San Giorgio, sul tema “Conoscere il presente per programmare il futuro”.

L’evento ha visto la partecipazione del professor Massimo Sargolini, ordinario di Urbanistica e Direttore della Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino, esperto di pianificazione territoriale e cambiamenti climatici.

Il dibattito ha messo in luce la necessità di un nuovo approccio alla gestione del territorio, che tenga conto delle trasformazioni in atto e favorisca una sinergia tra uomo e natura. Il professor Sargolini ha sottolineato come la rigenerazione urbana e la messa in sicurezza rispetto alla crisi climatica siano priorità non più rinviabili. Ha inoltre evidenziato l’importanza del coinvolgimento delle comunità locali nelle decisioni urbanistiche, evitando soluzioni precostituite e promuovendo una governance lungimirante e condivisa.

Una vasta e qualificata platea

Tra i partecipanti all’incontro, spiccano figure istituzionali di rilievo come il presidente della Provincia di Fermo Michele Ortenzi, il vicepresidente Giorgio Marcotulli, Gianni Feliziani, sindaco di Campofilone, Barbara Toce, ex sindaco di Pedaso ed ex membro del Consiglio delle Regioni d’Europa, l’arch. Massimo Romani sindaco di Massignano, i delegati comunali Maria Antonietta De Felice, Giorgio Marcotulli, Andrea Giammarini , l’arch. Aldo Pasqualini, responsabile ufficio tecnico di Campofilone e Massignano, Serena Elvezio, già referente di Italia Nostra, Alberto Palma Presidente Carifermo ed altri rappresentanti di Associazioni.

L’architetto Paolo Santarelli è stato ringraziato per il suo contributo nell’organizzazione dell’evento e per aver reso possibile l’intervento altamente qualificato del professor Sargolini.

L’incontro ha messo in evidenza come la bellezza del paesaggio sia il risultato di un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente. Per garantire un futuro sostenibile, è necessario superare visioni frammentate e adottare un approccio integrato alla pianificazione, che tuteli il patrimonio ambientale e storico-culturale per le generazioni future.