Le parole dei consiglieri di minoranza Manolo Bagalini e Riccardo Strappa hanno fatto luce sulle manovre che affliggono il piccolo territorio fermano.

“La nuova sede del Liceo Classico Annibal Caro non sarà realizzata in tempi brevi”

“Il Liceo Classico Annibal Caro, in parte dichiarato inagibile a seguito degli eventi sismici del 2016, avrebbe dovuto essere ricostruito presso Largo Don Gaspare Morello, nella stessa area in cui si trova la sede della Provincia, secondo i progetti dell’amministrazione provinciale precedente. Tuttavia, dall’interrogazione presentata nell’ultimo Consiglio Provinciale, è emerso che l’attuale amministrazione non presenterà il progetto esecutivo prima del 2026, con conseguente ulteriore slittamento dei lavori.”

Alcuni esponenti sembrano remare contro

“Ciò che lascia maggiormente perplessi è la divisione interna alla maggioranza sul futuro di questo progetto. Alcuni esponenti sembrano considerarlo inutile, come dimostrano le dichiarazioni del consigliere Ubaldi rilasciate in una nota trasmissione radiofonica. Secondo lui, il Liceo Classico dovrebbe restare nella sede storica di via Leopardi n. 2, nonostante un’ala chiusa per la vicinanza all’auditorium San Martino (inagibile), una dotazione didattica obsoleta e problemi strutturali che rendono difficile garantire un’istruzione moderna e inclusiva. Inoltre, la sede attuale presenta criticità legate alla sicurezza e alle vie di fuga in caso di emergenza, tipiche del centro storico.”

“Chiediamo alla maggioranza di assumersi le proprie responsabilità, di chiarire le reali priorità amministrative e, soprattutto, di fornire risposte certe a studenti, genitori e personale scolastico. Dopo anni di disagi e trasferimenti, la comunità scolastica non merita di essere trattata come l’ultima ruota del carro”.

“A settembre, probabilmente, sarà pronto il tetto della sede di via Leopardi 2, consentendo il trasferimento degli studenti dall’ex ristorante Mario all’edificio storico. Tuttavia, questa soluzione non può essere considerata sufficiente, poiché i limiti strutturali della sede attuale sono evidenti e penalizzanti. Ora che il PNRR sta volgendo al termine, chiediamo una netta e repentina riprogrammazione di tutti i fondi sisma congelati per troppo tempo”.

“Il centrodestra provinciale si dimostra ancora una volta incapace di programmare e gestire le emergenze scolastiche con serietà e lungimiranza. Il Presidente Ortenzi e la sua maggioranza hanno dimostrato totale inerzia amministrativa, prendendo tempo e lasciando nell’incertezza centinaia di studenti e famiglie. La verità è che non esiste una strategia chiara, ma solo indecisioni e rinvii che condannano un’intera generazione a studiare in condizioni non adeguate”.

“L’istruzione deve essere una priorità, non un fastidio da gestire in maniera superficiale. Se il Presidente Ortenzi e la sua amministrazione non sono in grado di dare risposte chiare e tempi certi, allora si assumano la responsabilità politica del loro fallimento. La comunità scolastica non può più aspettare e non accetterà ulteriori scuse o rinvii”.

La reazione del Comitato Scuole Sicure di Fermo

Non si è fatta attendere la reazione del Comitato Scuole Sicure di Fermo che in una nota ha espresso tutta la preoccupazione degli studenti e dei genitori.

Una occasione persa per la comunità fermana

“I genitori e gli studenti del Liceo Classico “A. Caro” di Fermo che hanno aderito al Comitato Scuole Sicure esprimono profonda indignazione per il mancato realizzo del nuovo plesso scolastico, un’opera attesa da quasi un decennio e finanziata nel post-sisma del 2016. Quella che doveva essere una struttura sicura e tecnologicamente avanzata per le nuove generazioni si è trasformata nell’ennesima occasione persa per la comunità fermana”.

Risorse disponibili e non utilizzate

“Una situazione ancor più grave se si pensa alle ingenti risorse disponibili e che il Commissario Straordinario per la ricostruzione è sempre pronto ad ampliare”.

Un rientro forzato in un cantiere aperto

Ci troviamo oggi di fronte a una situazione inaccettabile: il rientro forzato nel vecchio stabile nonostante zone interdette e nonostante il prossimo cantiere per i lavori di adeguamento sismico all’Auditorium S. Martino, che costituisce, con la scuola, un unico aggregato. Un’area di proprietà comunale che, per giustificare il finanziamento di 7 milioni di euro per l’auditorium, è stata dichiarata pericolosa, certificando così indirettamente la vulnerabilità anche dell’edificio scolastico.

Una vicenda poco trasparente

Ci chiediamo quali siano le reali motivazioni dietro alla mancata realizzazione del nuovo plesso per il quale la Provincia ha speso oltre 130 mila euro per la progettazione. Un accordo per dirottare i fondi verso altri Comuni ed altre scuole? Un’operazione politica condotta sulla pelle degli studenti, costretti per anni a sistemazioni di fortuna? L’assenza di trasparenza nella gestione di questa vicenda lascia spazio a molte domande e a poche certezze.

Quello che è stato nascosto per anni è ora sotto gli occhi di tutti. Le perizie tecniche sulla sicurezza dell’edificio sono state contraddittorie e mai rese pubbliche in modo chiaro. Il comportamento degli enti preposti, che avrebbero dovuto garantire il diritto all’istruzione in un ambiente sicuro, è per noi una vergogna locale che non può più essere ignorata.

Chiediamo risposte concrete e immediate. Non possiamo accettare che i nostri figli siano esposti a rischi per manovre politiche e amministrative poco trasparenti. Chiediamo che le istituzioni competenti si assumano le proprie responsabilità e garantiscano agli studenti un ambiente scolastico sicuro, degno di una società civile.