Si è svolta sabato la 1ª Assemblea Regionale degli Stati Generali dell’Ambiente delle Marche, dedicata all’aggiornamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti e alla creazione di una rete aperta e collaborativa tra tutti i soggetti impegnati nella tutela dell’ambiente e nello sviluppo sostenibile. L’iniziativa – patrocinata dal Comune di Camerano e dal Consiglio regionale della Regione Marche – è stata promossa dal Comitato AmbienteVivo, le associazioni Marche a Rifiuti ZeroNuova SalvambienteLa Lupus in FabulaClass OnlusSalviamo il FuturoForum per i Beni Comuni Pesaro e Urbino e Diversamente.

Apertura dei lavori e saluti istituzionali

A introdurre la giornata è stato Daniele Antonozzi, presidente di Marche a Rifiuti Zero, che ha chiarito l’obiettivo di favorire un incontro tra istituzioni, associazioni, imprese e cittadini per discutere il nuovo Piano e condividere proposte concrete finalizzate alla riduzione, al riuso e al riciclo dei rifiuti.

Oriano Mercante, sindaco di Camerano, ha portato il saluto dell’Amministrazione, ricordando come Camerano sia l’unico comune riciclone delle Marche sopra i 5.000 abitanti, con una percentuale di raccolta differenziata dell’86%. Dopo aver percorso tutte le strade per migliorare la raccolta, l’impegno è ora rivolto alla prevenzione e alla riduzione dei rifiuti.

Dino Latini, presidente del Consiglio Regionale Marche, ha sottolineato le difficoltà dei cittadini nel percepire il beneficio della raccolta differenziata. Ha ricordato la necessità di una soluzione che miri all’economia circolare, con risposte adeguate e una programmazione più solida.

Luigino Quarchioni, portavoce del Forum del Terzo Settore Marche, ha evidenziato come la raccolta differenziata sia “una palestra sociale” per far crescere lo spirito di comunità, invitando a valorizzare la manifattura locale e ad accorciare la distanza tra produzione e riuso.

Proposte dal Consiglio Regionale

Maurizio Mangialardi, vicepresidente del Consiglio Regionale Marche, ha portato l’esempio di Senigallia, comune ad alto flusso turistico e fra i primi a introdurre la raccolta porta a porta integrale e i Centri Ambiente. Ha invitato a introdurre la tariffa puntuale e a rendere obbligatoria la raccolta porta a porta per tutta la regione.

Marta Ruggeri, vicepresidente della I Commissione regionale, ha chiesto al centro-sinistra di prendere una posizione netta contro l’inceneritore e a favore del recupero di materia. Ha ricordato i recenti pronunciamenti dell’assessore Aguzzi, incerti sulla necessità dell’impianto, alla luce di una possibile saturazione delle discariche.

Criticità dell’incenerimento e focus sulle distanze

Rossana Del Regno, di Class Onlus Marche, ha dichiarato che il Piano Rifiuti sia “vecchio di 30 anni” e a rischio procedura di infrazione europea, evidenziando l’importanza di puntare su politiche lungimiranti e non trasformare le Marche in una “pattumiera del Centro Italia”.

Sandro Bisonni, di Nuova Salvambiente, ha sottolineato come l’inceneritore richieda comunque due tipologie di discariche per scorie pesanti e ceneri volanti, senza ridurre di fatto il problema. Inoltre, ha rimarcato la buona efficienza del compostaggio aerobico di Macerata, che copre il 100% del fabbisogno regionale producendo compost di qualità.

Andrea Cesaroni, sindaco di Castelbellino e portavoce di 12 sindaci, ha criticato la riduzione delle distanze per discariche e inceneritori prevista dal nuovo Piano, in particolare i 500 metri in caso di ampliamenti e i 1,5 km per nuovi impianti. Ha definito “offensivo” considerare le istanze dei cittadini contrarie alla riduzione delle distanze come “ingiustificate istanze emotive”.

Esperienze di riduzione e recupero

Sabrina Petrucci, tesoriere di Marche a Rifiuti Zero, ha rimarcato come la prevenzione non trovi nel Piano lo spazio e le risorse necessarie per sviluppare progetti innovativi, coinvolgere l’industria e incentivare le attività di preparazione per il riutilizzo e il recupero dell’organico in agricoltura. Al contrario, considera l’ipotesi di un inceneritore “una grande scorciatoia per eliminare i rifiuti e mettere la cenere sotto il tappeto”.

Marco Ciarulli, presidente di Legambiente Marche, ha dichiarato che, per sgonfiare politiche del passato come l’incenerimento, sia imprescindibile avviare gli impianti di riciclo su tutto il territorio. Senza di essi, l’economia circolare non potrà decollare e non ci libereremo mai da discariche e inceneritori.

Serena Gabrielli, Università di Camerino, ha evidenziato il ruolo della ricerca in materia di recupero e caratterizzazione di scarti alimentari, plastiche e biomateriali, proponendo alternative più sostenibili ai processi produttivi consolidati e invitando a superare la reticenza al cambiamento.

Maria Rosa Conti, assessore alla sostenibilità di Pesaro, ha definito i rifiuti un problema politico e tecnico. Pesaro, aderendo alla Rete dei Comuni Rifiuti Zero, ha istituito un Osservatorio e un Comitato tecnico di gestione e prosegue nel percorso di sensibilizzazione dei quartieri. Ha segnalato come molti cittadini chiedano di moltiplicare gli incontri sul territorio per rafforzare la qualità e la quantità della raccolta differenziata.

L’importanza di politiche pubbliche e buone pratiche locali

Richard Dernowski, Consigliere Provinciale di Macerata, ha sottolineato la necessità di mantenere in mano pubblica servizi strategici come salute, acqua, ambiente e istruzione, per evitare costi aggiuntivi e svantaggi ai cittadini.

Luigi Romagnoli, presidente di Salviamo il Futuro, ha raccontato la nascita della rete degli Stati Generali, promossa in origine da una piccola associazione di Potenza Picena e poi sviluppata con il sostegno di Marche a rifiuti zero, invitando tutti i comitati a unirsi.

Claudio Orazi, Lupus In Fabula, ha citato il caso dei 49 Comuni del Consiglio di Bacino Priula, in provincia di Treviso, che raggiungono 41 kg pro capite di rifiuto residuo annuo, senza inceneritori: un modello virtuoso basato su raccolta porta a porta spinta, controllo della qualità del differenziato e tariffazione puntuale.

Impatti delle discariche sul territorio e criteri di localizzazione

Stefano Sanchioni, Comitato AmbienteVivo San Costanzo, si è soffermato sulla discarica di Fano Monteschiantello, attiva dal 1978, sottolineando i disagi sanitari ed economici subiti dai cittadini. Ha espresso contrarietà alla priorità di ampliamento delle discariche esistenti, definendola “iniqua”.

Lorenzo Riccetti, assessore all’ambiente di Porto Recanati, ha espresso fiducia nella possibilità di migliorare la gestione dei rifiuti. Ha evidenziato come i temi ambientali siano un’opportunità per rilanciare la partecipazione alla vita politica, invitando i diversi soggetti a individuare obiettivi comuni e lavorare insieme.

Viviana Manganaro, referente Marche a rifiuti zero di Porto Recanati, ha sottolineato l’importanza della riduzione dei rifiuti all’origine, attraverso l’educazione di giovani e adulti, nonché di commercianti e imprese. Ha raccontato come Porto Recanati celebri lo Zero Waste Day con attività di riuso creativo di vestiti, Swap Party e Repair Café.

Verso una nuova cultura ambientale

David Marignani, Associazione Il Borgo di Montecosaro, ha raccontato il festival per l’ambiente, l’impegno nelle scuole e i laboratori creativi con i bambini, sottolineando come il volontariato possa sviluppare “nuovi modi di abitare il pianeta”. Un esempio è l’introduzione di menù vegani nelle feste dell’ambiente, in un’ottica di riduzione dell’impatto alimentare.

Giulia Galli, Marche a Rifiuti Zero Pesaro, ha evidenziato come la redazione di un Piano dovrebbe includere la prevenzione, il diritto alla riparazione, l’impegno delle amministrazioni e la responsabilità di ciascun attore coinvolto. Ha invitato a unire gli sforzi a livello governativo per dare forza alle iniziative dal basso.

Sabrina Petrucci ha poi menzionato la proposta di legge presentata dai comitati romani contro l’inceneritore e per la creazione di un fondo di prevenzione sanitaria, finanziato da un contributo su ogni tonnellata di rifiuto smaltita in inceneritori o discariche. Ha ricordato anche le oltre 30.000 firme raccolte da Zero Waste, consegnate alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, per l’introduzione di incentivi al riuso e alla riparazione.

Le conclusioni e i passi futuri

Daniele Antonozzi, presidente di Marche a Rifiuti Zero, ha annunciato che nei prossimi giorni verrà elaborato un documento ufficiale, condiviso tra tutti i partecipanti, in cui saranno riassunte le proposte più significative emerse durante l’Assemblea. Tale documento verrà presentato sia all’attuale Giunta Regionale sia ai futuri candidati alle elezioni, con l’obiettivo di imprimere una svolta coraggiosa verso la strategia Rifiuti Zero.

Dominique Thual, Marche a Rifiuti Zero, ha infine invitato tutti a condividere un aperitivo sostenibile, offerto da un Gruppo di Acquisto Solidale di Castelraimondo,  utilizzando prodotti di filiera corta e a km zero, a testimonianza di come il consumo consapevole e collaborativo sia un tassello cruciale del modello Rifiuti Zero.

Il futuro della gestione rifiuti passa da prevenzione, riuso, riciclo e coinvolgimento diffuso delle comunità locali, affinché le Marche possano porsi come modello di sostenibilità e innovazione a livello nazional